Florence Short Film Festival 11

Un’esperienza di giuria che attraversa fiction, documentario e animazione, mettendo in dialogo memoria, lavoro e trasformazione. Tre cortometraggi premiati raccontano un’Europa laterale, fragile e resistente, osservata da vicino, senza retorica.
Florence Short Film Festival

Sono stato giurato al Florence Short Film Festival, insieme a Duccio Chiarini (presidente di giuria), Marco Cocci, Gaia Nanni, Simone Bartalesi, Luigi Nepi ed Elisa Baldini.

Il festival, nato come spazio per giovani registi indipendenti, è diventato negli anni una realtà internazionale dedicata al cortometraggio, con tre sezioni in concorso (fiction, documentario e animazione) e una forte attenzione alla formazione e allo sguardo critico.

Abbiamo premiato tre film molto diversi, accomunati da una cosa semplice: guardano il mondo mentre cambia, senza cercare scorciatoie.

Rhubarb Rhubarb di Kate McMullen (fiction).

Due persone continuano a coltivare rabarbaro seguendo rituali antichi, in un’Inghilterra laterale e fragile. Gesti minimi, luce, fuoco, tempo lento. Sullo sfondo, la Brexit non come slogan ma come forza concreta che smonta economie e tradizioni.

No Mean City di Ross McClean (documentario).

Tre operai sostituiscono i vecchi lampioni al sodio con luci a led. Cambia il colore del buio, mentre intorno resistono i falò della Bonfire Night. Un fuori orario notturno, operaio, che sembra uscito da un cinema sociale britannico.

Like Friend, Like Deer di Malek Eghbali (animazione).

Un poliziotto uccide un cacciatore di frodo. Affidato a un collega, attraversa ricordi e tempo condiviso. Un’animazione a quadri singoli, irregolare, pulsante. Politica fatta di relazioni, non di slogan.

Grazie a Lorenzo Borghini e Dario Bracaloni per avermi coinvolto in un festival che continua a credere nel cortometraggio come forma viva, non minore. Ma anche per la bellissima cena!