Dorico Virtuale nasce nel 2021 come prosecuzione naturale di un percorso che il Corto Dorico Film Fest aveva avviato anni prima, interrogandosi sul futuro del linguaggio cinematografico.
Dopo l’esperienza di Storie dell’Appennino nel 2017, laboratorio di cinema a 360° nei territori colpiti dal sisma, e dopo L’Ora di Cinema realizzata in remoto durante la pandemia, il festival decide di strutturare uno spazio dedicato in modo esplicito alla realtà virtuale. In questo contesto prende forma Dorico Virtuale, di cui curo la programmazione.
L’obiettivo non è presentare la VR come novità tecnologica, ma come linguaggio audiovisivo con regole, tempi e modalità di fruizione proprie. Una scelta resa possibile anche grazie alla partnership con Rai Cinema Channel, che accompagna il festival in questo passaggio.
Dal 5 al 9 dicembre, cinque giornate vengono dedicate all’approfondimento del cinema immersivo. Il pubblico accede a una selezione di opere italiane in realtà virtuale, pensate per una visione individuale con il visore, in sessioni a numero limitato.
Il programma comprende:
- Segnale d’allarme – La mia battaglia VR
- Vulcano
- La regina di cuori di Thomas Turolo
- Lockdown 2020 – L’Italia invisibile
- VR Free di Milad Tangshir
Accanto ai film, Dorico Virtuale apre anche un dialogo con il patrimonio culturale, ospitando una selezione di contenuti VR di Distori Heritage dedicati alla digitalizzazione scientifica dei beni culturali delle Marche, in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche.
Dorico Virtuale non è ancora una sezione competitiva. È un campo di prova, uno spazio di visione e ascolto, pensato per avvicinare il pubblico alla realtà virtuale senza filtri né spettacolarizzazioni. Il percorso, da qui in avanti, è tracciato.