Dorico Virtuale 5
Con l’edizione 2025, Dorico Virtuale ha fatto un passo avanti netto. Il livello dei lavori selezionati si è alzato in modo evidente, sia sul piano delle intenzioni narrative sia su quello della consapevolezza del linguaggio immersivo. Per questo motivo ho deciso di ampliare la giuria, coinvolgendo collaboratori con cui condivido da anni un percorso di ricerca sulla VR: Lorenzo Pedri, Sasan Baha e Cosimo Lombardelli.
L’obiettivo restava lo stesso della prima edizione: valutare i progetti non solo per la loro tenuta tecnica, ma per la capacità di usare la realtà virtuale in modo necessario, non decorativo. Nel 2025 questa tensione era ancora più evidente: opere diverse, ambiziose, spesso imperfette, ma finalmente consapevoli di stare lavorando dentro un linguaggio specifico.
Il premio è stato assegnato a As Tall As the Heart.
Una scelta che dice molto del tipo di sguardo che Dorico Virtuale vuole portare avanti.
La motivazione della giuria è stata chiara:
«Nonostante i gravi errori tecnici, il contenuto è talmente forte e giusto per il linguaggio della realtà virtuale che riteniamo corretto far vincere un progetto in cui il cuore è veramente all’altezza giusta.»
Una decisione non accomodante, ma coerente. Perché la VR, oggi più che mai, ha bisogno di opere che rischiano, che sbagliano, ma che cercano un senso profondo dello stare dentro un’esperienza, prima ancora di risolvere ogni problema formale.
Tra le cose più belle del festival c’è stata anche la richiesta di Stephan Brize di visionare GKNVR. Questo ha aperto uno spazio di confronto vero, fatto di tempo condiviso, domande e scambi non frettolosi — una di quelle situazioni rare in cui un progetto smette di essere “presentato” e inizia davvero a essere guardato.
Dorico Virtuale 2025 ha confermato una cosa: la competizione non serve a premiare il progetto più rifinito, ma quello che apre una direzione. E il fatto che il livello si sia alzato rende questo spazio sempre più necessario.