#gold10bday
Per celebrare i 10 anni di Gold, il 13 settembre 2013 ho organizzato una festa al Viper Club di Firenze, un luogo che ha sempre avuto un’energia speciale per la musica live e gli eventi culturali. Quella serata non era solo un party, ma un omaggio a dieci anni di lavoro, passione e connessioni costruite attraverso il brand. Avevo un’idea chiara in testa: riportare sul palco Luca Barcellona, aka Lord Bean, uno dei miei miti personali e un’icona dell’hip hop italiano, e creare un evento che rimanesse nella memoria di tutti.
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La line-up era da pelle d’oca: i Good Old Boys – Colle der Fomento, Kaos e Dj Craim – che da un anno infiammavano i palchi italiani, finalmente a Firenze. Oltre a loro, Aliendee, Millelemmi, Shinjin e Dj Shot hanno reso la serata ancora più unica. Ma il momento che ricordo con più affetto è stato proprio quando Luca è salito sul palco. È stata una scintilla che ha riacceso qualcosa, portandolo poi a esibirsi di nuovo in altre occasioni. Rivederlo lì, con il microfono in mano, davanti a un pubblico in delirio, è stato uno dei momenti più emozionanti della mia carriera.
Per l’occasione, abbiamo realizzato una t-shirt e un poster serigrafato dedicati ai Good Old Boys, entrambi curati graficamente da Luca Barcellona. E come se non bastasse, il decennale è stato anche il momento perfetto per lanciare la nostra prima collaborazione internazionale con Zoo York, brand iconico della scena skate di New York, con cui ho creato una mini collezione in co-branding. Vedere il logo di Gold accanto a quello di Zoo York è stato un traguardo incredibile, frutto di anni di impegno e connessioni nate quando lavoravo con loro anni prima.
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Quella notte al Viper non è stata solo una festa, è stata la dimostrazione che Gold, dopo dieci anni, aveva ancora tanto da dire. Il locale era gremito, l’energia era palpabile, e ogni sorriso, applauso e strofa rappata mi ricordava perché ho iniziato tutto questo. Organizzare eventi come questo non è mai solo un lavoro per me, è il mio modo di creare legami, di restituire qualcosa alla cultura che mi ha formato, e di spingere sempre un po’ più in là i limiti di ciò che posso fare con Gold.