Me/Moire VR
Sinossi
Nel parco di Villa Demidoff, a Pratolino, Margherita Landi e Silvia Bennet danzano il butoh, e le loro figure si moltiplicano intorno allo spettatore. Una camminata lenta, montata al contrario, trasforma il giardino in un luogo inquietante, sospeso tra memoria e sogno.
Il racconto
Nel 2017 mia moglie Margherita, danzatrice e coreografa, ha lavorato con Camilla Giani e la coreografa giapponese Yumiko Yoshioka a uno spettacolo di butoh. È una danza giapponese contemporanea fatta di movimenti lenti e controllati, che lavora sulle emozioni più profonde, sulla morte e sulla trasformazione. L’idea originale era di Camilla, con Margherita e Silvia Bennet come danzatrici e la collaborazione della Compagnia Simona Bucci. Lo hanno presentato a Mercatia, a Certaldo, in un giardino, in una notte d’estate. Parlandone con Margherita, ci è sembrato chiaro che in VR poteva funzionare.
Il buio però era, ed è ancora, un problema per le camere a 360°, perché rende il nero molto rumoroso. Siamo partiti proprio da questo limite e abbiamo deciso di girare di giorno, a Villa Demidoff di Pratolino. È un luogo così forte da essere contenuto, oltre che contesto.
Tecnicamente siamo ripartiti da Drumpossible: riempire lo spazio con le repliche di Margherita e Silvia. Questa volta però c’era un centro, una scena principale, e intorno le loro figure facevano da corredo. La camminata costante l’ho montata al contrario, in reverse. Volevo renderla più inquietante e ritrovare quella sensazione vicina all’horror che avevo provato guardando lo spettacolo dal vivo.
Come Drumpossible, anche Me/Moire VR è arrivato in finale al DreamlandXR di Las Vegas, nel 2020. Quella volta a batterci sono stati i Chemical Brothers.
Festival e premi: finalista DreamlandXR, Las Vegas 2020
