Gold Productions

Dal 2013 uso il logo Gold Productions per mettere un cappello a tutto quello che produco in ambito audiovisivo. Era un modo per dare un perimetro a una delle tante attività nate dentro Gold. Non un’azienda, non ancora. Più una dichiarazione d’intenti.
Per anni ha funzionato così. Sotto quel nome ci sono finiti cortometraggi, realtà virtuale, collaborazioni. Segnale d’Allarme, Così è (o mi pare), e con la Rai Lockdown 2020 e Vulcano. Con Sasan Baha abbiamo fatto Elia. Con Maurizio Lombardi Madonne. Cose fatte con metodo, ma dentro una struttura ancora informale.
Poi è arrivato Marco Tajani.
Insieme abbiamo deciso di fare un film di finzione, “Non è come credi”, e a quel punto tenere tutto sotto un logo non bastava più. Il 1° aprile 2026 Gold Productions diventa ufficialmente una casa di produzione cinematografica. No, non è un pesce d’aprile.
“Non è come credi” è il primo passo, l’occasione per strutturarsi davvero. Da qui in avanti l’intenzione è produrre progetti in cui crediamo, aperti a collaborazioni esterne, con una linea editoriale chiara anche se difficile da riassumere in due parole.
È dal 2003 che costruisco Gold pezzo per pezzo. Questa è solo la parte più recente.