Non è come credi

Massimo ha quarant’anni e un passato da attore che non riesce a togliersi di dosso. Cinque anni fa ha lasciato tutto: il set, il cinema e Marta. Si è convinto che raccontare storie inventate a un pubblico distratto sia un esercizio inutile, e da allora ha un lavoro vero, uno stipendio vero, una vita vera.
Poi un favore innocuo chiesto dal suo coinquilino Roberto lo riporta esattamente dove non voleva tornare: una libreria di cinema, un ex cinema a luci rosse, un festival che implode su se stesso, un rave cinematografico clandestino. Insieme a un libraio istrionico e a una Marta ritrovata, Massimo comincia a indagare su chi stia sabotando il festival con frammenti di film firmati da un certo Ermes Marana. Indaga, si traveste, si infiltra. E quasi senza accorgersene ritrova qualcosa che credeva sepolto.
Come va a finire, ovviamente, non è come credi.
Massimo e Marta hanno il volto di Marco Ripoldi e Gaia Nanni. Per un film che gioca sul confine tra recitazione e vita servivano due attori capaci di stare in entrambi i territori, di essere credibili quando fingono e ancora di più quando smettono di farlo. Con loro, una galleria di personaggi che popolano librerie, festival e capannoni abbandonati, e che rendono il mondo di Massimo affollato, scomodo e vivo.

Il film è una commedia metacinematografica con elementi di mystery, scritta con Marco Tajani. Un film che parla di cinema attraverso il cinema: il rischio dell’autoreferenzialità è evidente, ed è proprio il rischio che abbiamo scelto di correre.

I film di Marana
Nel nostro film Marana è un autore clandestino i cui film non finiscono mai. Sono sei corti autonomi che interrompono la storia nei momenti di massima tensione, ciascuno dedicato a un mestiere del cinema: scenografia, suono, regia, fotografia, montaggio, sceneggiatura.
Come avevamo raccontato al Vedo Gente, non volevamo produrli da soli. Spie è stato realizzato da I Licaoni (Alessandro Izzo), Gare è diretto da Stefano Mutolo di Berta Film, Grammatica da Alessio Lavacchi, mentre Lana, che coincide con i veri titoli di testa del film, è affidato a Cosimo Lombardelli. Sguardi diversi dentro un unico racconto.

Produzione
Le riprese si sono svolte dal 21 settembre al 3 ottobre 2026, con una troupe piccola e un modello produttivo indipendente. Sono andate bene, meglio di quanto osassi sperare.

Ringrazio Alessandra Francolini alla direzione di produzione, Giuditta Martelli che ha tenuto in mano il set e i suoi tempi, Celeste per la scenografia e tutte le persone che hanno passato quelle due settimane con noi.
Adesso il film è in montaggio con Sasan Baha, mentre Federico Orlandini è già al lavoro sulle musiche.
Il resto, per ora, resta in sala di montaggio.
